Il Premio Cronin, concorso letterario rivolto in esclusiva ai medici, nasce in un momento socialmente ed economicamente difficile per il nostro Paese, specchio di un grigiore culturale che appariva dilagare in vari settori, e particolarmente nell’ambito medico.

Forte si avvertiva il rimpianto di epoche passate dove la cultura umanistica del medico godeva di maggiore luce.
Il Premio, sulle ali di queste sensazioni, è stato fondato nel novembre 2007 dalla sezione di Savona “G.B. Parodi” della Associazione dei Medici Cattolici Italiani (AMCI).
Inizialmente nato come concorso letterario rivolto ai medici e odontoiatri del territorio savonese, dalla seconda edizione diviene regionale (per la Liguria) e dalla sua terza (nel 2010) a diffusione nazionale, venendo infine, nel 2011, definitivamente intitolato al celebre medico-scrittore scozzese Joseph Archibald Cronin (1896/1981).
Poesia e narrativa sono state le sezioni di scelta per i medici partecipanti dalla prima sino alla sua nona edizione.
Dal 2017, con la decima, per ampliare le possibilità espressive, è stata aggiunta una sezione intitolata al teatro e dalla 13 esima edizione, anno 2020, con eguale intento, una alla saggistica.
Ognuna delle 4 sezioni si avvale di una giuria, composta ciascuna da sei letterati riconosciuti per valore e prestigio, che si riunisce, distintamente, ogni anno, a Savona, per dibattere e proclamare a conclusione i vincitori dei “Premio Cronin”, per sezione, seguita nell’autunno dalla cerimonia di premiazione presso un teatro in Savona.
Scopo fondamentale del Cronin, come dalle finalità originarie, è quello di offrire ai medici la possibilità di mettere in luce attraverso la scrittura l’altra metà della loro anima, favorendo un affascinante connubio fra due culture: quella scientifica e quella umanistica. Numerosi al riguardo nella Storia Umana di ogni tempo gli esempi di medici di valore ma, nello stesso tempo, riconosciuti letterati.
Come non ricordare, riferendoci al XIX e XX secolo, fra i grandi, oltre il citato A. J. Cronin, il celebre drammaturgo russo Anton Cechov (1860/1904), autore di opere della grandezza del “Giardino dei Ciliegi”, capace di esercitare parallelamente la professione medica sino all’ ultimo istante della sua vita.
Fra gli italiani ricordiamo, per analogia, i medici-scrittori Giulio Bedeschi (1915/1990) e Mario Tobino (1910/1991).
Il Premio Cronin non domanda certamente ai medici che vi partecipano di raggiungere i livelli espressivi dei medici di cui sopra, ma si pone un diverso obiettivo.
Invita ad esprimere attraverso la “penna” la propria autenticità, senza veli, a beneficio dei lettori e non di meno dei pazienti dei quali devono sapersi prendere cura.
Anche nelle composizioni inviate a concorso più ingenue o meno riparate dall’enfasi si può sempre cogliere qualche spunto di riflessione preziosa, frutto di una angolazione particolare: ad esempio, il manifestarsi della solidarietà attraverso la sofferenza, l’alternanza dal dolore profondo alle tenerezze derivanti da affetti familiari, da aspirazioni realizzate a delusioni inevitabili e la complessa convivenza del suo essere medico con le lacerazioni del tempo.
Vi si può leggere, se si vuole, un convinto richiamo per tutti alla forza della vita e alla speranza.
Il Premio Cronin vede partecipare ad ogni edizione un centinaio di medici provenienti da tutte le regioni, dal Friuli alla Sicilia, e gode ogni anno di felici recensioni sulle pagine della cultura delle più importanti testate giornalistiche nazionali.